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Este Blog é um espaço de aprendizagem colaborativa com discussão de temas relevantes para promoção da reflexão e partilha de conhecimento, opiniões e experiência para os alunos que estão a aprender Italiano.

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CEAC Fórum 10 modi per essere più felici in ufficio – Clique aqui para aceder

CEAC Fórum: 10 modi per essere più felici in ufficio – Clique aqui para aceder
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CEAC FORÚM: Come e quanto si riesce a essere felici al giorno d’oggi? Come si può costruire la propria felicità se si è chiusi in ufficio dalle otto alle otto? Francesca Zampone, business coach e fondatrice con Marco Bonora dell’Accademia della Felicità – società di coaching e formazione – risponde alle nostre domanda. Qui di seguito trovate le 10 chiavi per riuscire a essere felici sul lavoro. E voi cosa ne pensate? Quali sono le chiavi per essere felici nel vostro lavoro?

  1. Fare qualcosa per gli altri

Aiutare i colleghi non è solo un bene per loro, ma è un bene anche per noi: ci fa stare bene e ci permette di aggiungere il nostro mattone per la costruzione di un ambiente aziendale più felice. Ci sono molte altre cose che possiamo dare: il nostro tempo, le nostre idee, i nostri consigli, il nostro entusiasmo.

  1. Connettersi con le persone

Le relazioni che abbiamo con i colleghi e i capi sono l’elemento più importante per la nostra felicità in azienda. Le nostre relazioni con i colleghi di lavoro, ci danno un senso di appartenenza. Dedica più tempo alle persone che per te contano in azienda.

  1. Prendersi cura del proprio corpo

Non serve per forza correre una maratona, ma ci sono delle piccole cose che possiamo fare ogni giorno per essere più attivi e in salute: scendi dall’autobus una fermata prima, fai le scale e ogni tre ore distogliti dal computer e fai una pausa mangiando cibi sani.

  1. Osservare il mondo intorno a noi

Nella tua routine lavorativa quotidiana ti è mai capitato di pensare che ci deve essere qualcosa di più nella vita? Ebbene è proprio così. Dobbiamo solo fermarci un attimo per potercene accorgere. Nota e apprezza ogni giorno le cose belle che ci sono attorno a te, grandi o piccole che siano (gli alberi andando al lavoro, il sorriso del collega quando arrivi, il profumo del caffè, la fiducia in te che dimostra il tuo capo…).

  1. Continuare a imparare cose nuove

Questa è la chiave per stare bene: ci fa entrare in contatto con nuove idee e ci aiuta a rimanere curiosi ed entusiasti. Ci dà anche un senso di realizzazione e di successo aiutandoci a incrementare la fiducia in noi stessi. Prova a fare una cosa nuova, anche piccola: una nuova applicazione per il tuo telefono, una nuova funzione su Excel…

  1. Avere degli obiettivi a cui tendere

È fondamentale per essere motivati, ma attenzione: devono essere abbastanza eccitanti da spingerci a raggiungerli, ma anche raggiungibili. Pensa a qualcosa che vuoi raggiungere nel tuo lavoro entro l’anno e fai almeno 4 cose (una alla settimana) per raggiungerla (fai quella telefonata, compila quel documento, iscriviti a quel corso per acquisire quella competenza).

  1. Trovare nuovi modi per affrontare le difficoltà

È comune sperimentare momenti di stress o di fallimento nelle nostre carriere lavorative. Spesso non possiamo scegliere ciò che ci succede, ma possiamo scegliere come reagire a ciò che succede e scoprire nuovi modi per stare in equilibrio.

  1. Avere un approccio positivo

È importante che, pur rimanendo realistici riguardo ai vari problemi, ci alleniamo a focalizzarci sulle cose belle di ogni situazione. Cerca di sorridere e di dire qualcosa di positivo ogni volta che entri in ufficio.

  1. Stare bene con noi stessi

Continuare a pensare ai nostri difetti non fa altro che renderci la vita più difficile. Imparare ad accettarci e ad essere meno severi con noi stessi quando le cose non vanno come avremmo voluto, aumenta il nostro benessere. Guarda ai tuoi errori come a delle opportunità di crescita e celebra i tuoi successi, anche se piccoli.

  1. Rendersi conto di far parte di qualcosa di più grande

Le persone che hanno dato un senso al proprio lavoro sono meno stressate o depresse. Ma come si fa? La risposta può variare da soggetto a soggetto, ma si tratta sempre di essere coinvolti in qualcosa di più grande, che va oltre noi stessi. Il significato può arrivare dal sentire che si sta facendo un lavoro che ha una missione, che fa la differenza.

Participe no Fórum CEAC enviando o seu comentário, opinião pessoal ou pesquisa. Para participar basta clicar em INSERIR COMENTÁRIOnão esquecendo de indicar o seu nome e turma para que o seu contributo seja avaliado. Os vossos comentários serão primeiro sujeitos à aprovação do professor pelo que podem não ficar imediatamente disponíveis.

INFORMAÇÃO CEAC: Cotação: 20% da média da Unidade em estudo.

Aguardo as vossas participações com expectativa, o vosso contributo é muito importante para o sucesso deste fórum CEAC!

CEAC Fórum Outubro: La felicità – Clique aqui para aceder

CEAC Fórum: La Felicità

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CEAC FORÚM: In base ai criteri stabiliti dalla Nazioni Unite questi paesi risultano essere i più felici del mondo: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ecco-quali-sono-i-paesi-pi-felici-mondo-1376935.html

Ecco invece come hanno definito la felicità alcuni personaggi celebri:

“Il quaranta per cento della felicità dipende dai geni”

Luis Rojas Marcos, psichiatra spagnolo

 

La felicità è un sentimento fundamentalmente negativo: l’assenza di dolore”

Gregorio Marañón, medico spagnolo

 

“La felicità umana generalmente non si raggiunge con grandi colpi di fortuna, che possono accadere raramente, ma con piccole cose che accadono tutti i giorni”

Benjamin Franklin, scienziato statunitense

 

“La felicità è interna, non esterna; pertanto, non depende da ciò che abbiamo, ma da ciò che siamo”

Henry Van Dyke, scrittore statunitense

 

“Un uomo può essere felice con qualsiasi donna che non ama”

Oscar Wilde, scrittore irlandese

 

“Felicità non è fare ciò che uno vuole ma volere ciò che uno fa”

Jean Paul Sartre, filosofo e scrittore francese

 

Con quale ti identifichi di più? Con quale non ti identifichi assolutamente? Che cos’è per te la felicità?

 

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CEAC Forum de Agosto: Come sono visti gli italiani nel mondo? – Clique aqui para aceder

CEAC Fórum –  Come sono visti gli italiani nel mondo?

CEAC FÓRUM: Gli italiani sono, senza ombra di dubbio, una delle popolazioni più ‘famose’ nel mondo, non solo per il fenomeno migratorio che ci ha visto invadere ogni angolo del pianeta ma anche per la quantità di stereotipi che portiamo in dote. Chiedersi come siamo visti noi italiani nel mondo è piuttosto comune, ed è un quesito che nasce soprattutto dalla consapevolezza che gli stereotipi negativi superano le qualità che ci vengono riconosciute dagli stranieri. Il mondo ha una visione precisa dell’Italia e dell’italiano medio, stratificata per lo più nei primi decenni del 1900, che però non sempre corrisponde alla realtà. Un’immagine con la quale siamo costretti a convivere e di cui dobbiamo assumerci gran parte della colpa.

Certo, noi italiani siamo gente di cuore e abbiamo belle donne, siamo focosi e gelosi, ma i pregiudizi sono tanto comuni all’estero da costringere gli studiosi a coniare un termine per indicare la discriminazione contro gli italiani: anti-italianismo. Un pregiudizio che nasce su base etnica ma si alimenta soprattutto grazie ai comportamenti (veri o presunti) dell’italiano medio all’estero. Non si tratta di un processo improvviso o recente, visto che affonda le radici negli esodi emigratori di inizio 1900 e del secondo dopoguerra. Non è un caso, quindi, se gli stereotipi più comuni siano nati negli Stati Uniti, in Germania, in Svizzera e in Francia, mete predilette per gli italiani in fuga. Cerchiamo di schematizzare i diversi stereotipi, dividendoli per categoria.

PREGIUDIZI ETNICI

Alla base di ogni stereotipo c’è sempre un pregiudizio di natura etnica. Il modo più semplice (e più doloroso) per prendere in giro qualcuno è puntare il dito sulle sue fattezze fisiche, sulle sue origini e su presunte ‘caratteristiche di razza’. Se ci pensate bene questo ragionamento è stato alla base della giustificazione politica delle leggi razziali nei confronti di zingari ed ebrei, e ancora oggi ovunque l’uomo si nutre di pregiudizi di questo tipo. Gli italiani, che oggi spesso vestono i panni di ‘carnefice’, non devono dimenticare che anche noi siamo stati (e a volte ancora siamo) vittime di pregiudizi etnici: negli anni ’50 gli italiani del Sud venivano chiamati negli Stati Uniti ‘Guinea‘ perché il colore più scuro della pelle creava la falsa credenza che fossero mezzi africani. Altri nomignoli a noi affibbiati erano ‘Greaseball‘ (palla di gelatina, pregiudizio legato alle condizioni igieniche), ‘Shitalian‘ (unione con il termine che indica gli escrementi). Oggi l’italiano medio viene identificato con i tamarri di Jersey Shore, ed è tutto dire.

STEREOTIPI SUL COMPORTAMENTO

Insieme ai pregiudizi nati dall’alimentazione, sono proprio i comportamenti degli italiani a suscitare il disprezzo o l’ironia degli stranieri. L’Italia, a maggior ragione negli ultimi anni (con riferimento diretto al periodo berlusconiano) viene visto come un Paese inefficiente, senza un progetto e dedito all’edonismo più che al lavoro. Gli italiani, di conseguenza, sono disorganizzati, non hanno voglia di lavorare, non accettano di buon grado le regole e la disciplina (i tedeschi avevano coniato termini dispregiativi per noi sia nella Prima che nella Seconda Guerra Mondiale, considerandoci essenzialmente traditori e voltagabbana).

GLI ITALIANI ALL’ESTERO

Anche gli italiani all’estero soffrono per questa visione negativa: l’italiano viene visto sempre con sospetto perché considerato furbo e inaffidabile, pronto a ‘fregare il prossimo’ per il proprio profitto. Il fatto che le principali organizzazioni malavitose al mondo siano state fondate e nutrite da italiani non ci aiuta certo: negli Stati Uniti, ad esempio, fino agli anni ’80 sussisteva una forma di razzismo nei nostri confronti perché l’italiano era automaticamente considerato ‘mafioso‘. La mafia è il primo termine che lo straniero associa all’Italia, spesso in buona fede, perché oggi non esiste Italia senza malavita. Non sarà del tutto vero ma l’attualità ci dimostra che non è neanche tanto lontano dalla realtà. Come esempio potremmo prendere uno dei mille film sulla mafia girato a Hollywood o una puntata tratta da I Simpson (che spesso hanno preso di mira gli stereotipi sull’Italia).

PREGIUDIZI LEGATI ALLA LINGUA

In questa categoria ricadono gli stereotipi più bonari, le prese in giro classiche sui suoni di una lingua straniera, cui si aggiunge però la difficoltà di tantissimi italiani (anche quelli che da decenni vivono all’estero) a imparare un’altra lingua. Anche quando si scherza sulla lingua ci sono termini che ricorrono con costanza, come mafia, pizza, mandolino, pepperoni, maccaroni, paisà, Guido e così via. L’imitazione della cadenza e dell’accento italiano è ormai un classico nella televisione e negli spettacoli comici, soprattutto in America (ma anche in Germania). Ovviamente il tutto accompagnato da un gesticolare frenetico ed esagerato. In Svizzera hanno coniato il termine ‘Minghiaweisch‘, dall’esclamazione italiana ‘minchia’ e ‘weisch’, che significa capisci e sottolinea le difficoltà linguistiche degli immigrati.

STEREOTIPI ALIMENTARI

La dieta mediterranea, tipica di gran parte dello stivale, è considerata all’unanimità la più varia ricca e salutare che esista al mondo. Eppure gli stranieri non la conoscono affatto, o comunque non la associano a noi. Per loro gli italiani mangiano solo pizza, spaghetti e lasagne. Per fortuna la situazione sta cambiando, grazie all’impegno di enti come Slow Food, che cercano di istruire prima noi poi il mondo sul vero cibo nostrano. La vittoria, però, è ancora lontana, e lo dimostra il proliferare di ristoranti finti italiani a base di pasta scotta affogata in una salsa imbarazzante. Per il momento, allora, dovremo resistere alle ingiurie culinarie di chi ci chiama ‘Mozzarellanigger’ (negli Stati Uniti), ‘Makaroniarz’ (in Polonia), ‘Spaghettifresser’ (in Germania), ‘Maccaronì’ (in Francia), ‘Los Polpettoes’ (in Sud America).

Qual è la vostra opinione sugli italiani?

Quali sono gli stereotipi legati al vostro paese e i suoi abitanti?

Para participar basta clicar em INSERIR COMENTÁRIO, não esquecendo de indicar o seu nome e curso para que o seu contributo seja avaliado. Os vossos comentários serão primeiro sujeitos à aprovação do professor pelo que podem não ficar imediatamente disponíveis.

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Cotação: 20% da média da Unidade em estudo.

O Fórum CEAC de Discussão permite debater e abordar novas ideias, visa o desenvolvimento e a discussão de temas atuais, no âmbito da formação, enriquecendo o conhecimento de todos com a experiência e visão de cada um! Fico a aguardar as vossas participações com expectativa, o vosso contributo é muito importante para o sucesso deste fórum.

Bom trabalho e um bom Fórum para todos!

Forum: Marzo, il mese delle donne – Clique aqui para aceder

Marzo, il mese delle donne

In occasione della festa della donna, l’8 marzo, quest’anno ci sono state manifestazioni nelle piazze di tutte le principipali città italiane: Roma, Milano, Torino, Firenze… Oltre a questo in tutte le principali città italiane le donne avevano la possibilità di visitare gratuitamente musei e partecipare a iniziative culturali di ogni genere.

Vorrei presentare alcune vite di donne italiane straordinarie che hanno apportato, ognuna a suo modo, qualcosa di significativo e di innovativo alla storia dell’Italia.

Rita Levi Montalcini

L’unica donna italiana insignita del premio Nobel per la medicina nel 1986 e la prima a essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. Qui riportato un frammento di un’intervista concessa in occasione dei suoi 100 anni, in cui parla della differenza tra creatività e innovazione.

Oriana Fallaci

Prima donna ad andare al fronte in qualità di inviata speciale. In una delle sue interviste più famose, quella a Khomeini, il leader della rivoluzione iraniana del 1979, la giornalista si tolse il chador impostole prima di accordare l’intervista, in un estremo atto di indipendenza e affermazione di identità. Davanti a tale gesto “l’ayatollah si alzò con uno scatto così svelto, così improvviso, che per un istante credetti d’esser stata investita da un colpo di vento. Poi, con un salto altrettanto felino, scavalcò il chador e sparì”.

Maria Montessori

Oltre che pedagogista, filosofa e fondatrice di un metodo educativo tuttora usato in tutto il mondo. E’ stata la prima donna a laurearsi in medicina in Italia, nel 1896.

Mina

L’artista italiana che conta il maggior numero di dischi venduti nel Mondo, almeno 150 milioni. Qui in uno dei sodalizi professionali più riusciti, quello con Adriano Celentano. Una voce intramontabile.

https://www.youtube.com/watch?v=O9TUV7ae5aA

Carla Fracci

Carla Fracci, una delle ballerine più brave e note che l’Italia abbia mai avuto, regina di palcoscenici mondiali, nasce a Milano il 20 agosto 1936. Inizia a studiare ballo classico alla Scuola di danza del Teatro alla Scala a Milano nel 1946. Consegue il diploma nel 1954, poi prosegue la sua formazione artistica partecipando a stage avanzati a Londra, Parigi e New York. Tra i suoi insegnanti c’è la grande coreografa russa Vera Volkova. Dopo solo due anni dal diploma diviene solista, poi nel 1958 è già prima ballerina. A partire dalla fine degli anni ’50 le apparizioni saranno moltissime. Fino agli anni ’70 danza con alcune compagnie straniere quali il London Festival Ballet, il Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet e il Royal Swedish Ballet. Dal 1967 è artista ospite dell’American Ballet Theatre.

E in Portogallo com’è stato festeggiato questo 8 marzo? Pensate sia un giorno da ricordare per le donne e per la società in generale? Quali sono le figure femminili che vi vengono in mente pensando alla storia e alla cultura portoghese di oggi e di ieri?

 

Forum de Fevereiro: Il Festival di Sanremo – Clique aqui para aceder

Il Festival di Sanremo

Il Festival della canzone italiana, o più comunemente Festival di Sanremo o anche semplicemente Sanremo, è una manifestazione di musica che ha luogo ogni febbraio a Sanremo, in Liguria, a partire dal 1951. A esso hanno preso parte, in veste di concorrenti, ospiti o compositori, molti dei nomi più noti della musica leggera italiana. Il Festival rappresenta uno dei principali eventi mediatici italiani, con un certo riscontro anche all’estero, dato che viene trasmesso in diretta sia dalla televisione, in Eurovisione, sia dalla radio, e a ogni sua edizione non manca di sollevare dibattiti e polemiche. Il Festival consiste essenzialmente in una competizione tra brani selezionati nei mesi immediatamente precedenti da un’apposita commissione, valutando le candidature pervenute. Tali brani, che devono essere stati composti da autori italiani con testi in lingua italiana (o anche in uno dei vari dialetti regionali italiani), vengono proposti da diversi interpreti in prima assoluta, quindi mai eseguiti pubblicamente in precedenza, pena la squalifica.

La statuetta del Leone di Sanremo è il riconoscimento più prestigioso per i musicisti e gli interpreti italiani di musica leggera.

Tra i partecipanti più noti oggi anche all’estero troviamo Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Andrea Bocelli… ma è veramente l’evento più importante attraverso il quale sono passati tutti i cantanti italiani.

Vi piace la musica italiana? Quali cantanti conoscete? Esiste in Portogallo una manifestazone canora simile?

Ecco le canzoni e i cantanti vincitori dall’inizio del festival al 2016…

O post de cada formando deve ser submetido até ao final da semana. A sua participação conta 20% para a avaliação da Unidade.

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Qual a sua opinião do tema discutido este mês no Fórum?

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Forum de Janeiro: Gli italiani e il caffè – Clique aqui para aceder

Gli italiani e il caffè

Guarda questo video che ci racconta come piace il caffè agli italiani.

La passione degli italiani per il caffè è cosa nota in tutto il mondo. Non solo gli italiani amano il gusto, l’aroma e la consistenza del caffè, ma lo considerano un rito sociale, di incontro, di scambio: si invita un amico a prendere un caffè a casa propria o al bar per fare quattro chiacchiere oltre che per condividere una tazzina di buon caffè. Quasi ogni paese ha il suo modo di berlo (caffè turco, greco, black coffee o semplicemente in bustine solubili), ma nel nostro paese ne esistono molti. Vi presentiamo dieci modi di bere il caffè al bar, e se ne inventano sempre di nuovi!!

  1. 1. Il caffèè il normale caffè, detto anche “espresso”, che viene servito quando al bar chiediamo: “Un caffè, per favore.”
  2. 2. Un correttosi ottiene dall’aggiunta direttamente nella tazzina di unadose, più o meno grande, di grappa o altro alcolico o superalcolico.
  3. 3. Un caffè lungosi prepara aggiungendoci più acqua del solito ottenendo così un caffè con più caffeina di quello normale. Se preparato in tazza grande si ottiene il caffè “americano”.
  4. 4. Ristretto o bassoè un caffè molto piccolo, a volte solo poche gocce.
  5. 5. Il cappuccinosi prepara in tazza grande con caffè e latte montato a schiuma. Si beve quasi esclusivamente a colazione. Se il latte non viene montato e viene servito in un bicchiere di vetro, avremo il “caffellatte”.
  6. 6. Il caffè shakeratosi prepara rendendo molto freddo il caffè con del ghiaccio. Può essere bevuto zuccherato o amaro.
  7. 7. Il macchiatoderiva da un’antica usanza milanese, che consisteva nel diluire il caffè nel latte per farlo bere anche ai bambini. Viene servito nella tazzina.
  8. 8. Il mocaccinoè un cappuccino con la cioccolata, talvolta servito con l’aggiunta di cacao in polvere. Viene preparato in un bicchiere di vetro, in modo da rendere visibili gli strati di caffè, cioccolata e schiuma di latte (il latte montato come quello del cappuccino).
  9. 9. Il caffè hago decaffeinato non contiene caffeina.
  10. 10. Il marocchino sembra un piccolo cappuccino, ma in realtà è preparato con caffè, panna liquida e cacao.

Ti piace il caffé italiano? E in Portogallo c’è una tradizione simile legata al caffè? Quali sono i tipi di caffé nel tuo paese?

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Forum de Dezembro: Gli Italiani e i Viaggi – Clique aqui para aceder

Gli italiani e i Viaggi

Gli italiani in passato sono stati dei viaggiatori ed esploratori, ma anche dei grandi amanti del proprio paese con i suoi paesaggi, le sue città d’arte, la sua cultura e, non ultima per importanza, la sua tradizione gastronomica.

Così da popolo di navigatori ed esploratori gli italiani sono diventati molto abitudinari e quando viaggiano all’estero gli piace viaggiare in modo comodo e organizzato.

Ecco un video molto simpatico su due tipologie di viaggiatori…

E voi come preferite viaggiare? Vi piace viaggiare all’estero o preferite conoscere il vostro paese? E i portoghesi che tipo di viaggiatori sono secondo voi?

Aspetto i vostri commenti! Buon lavoro!

 

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Forum de Novembro: 10 modi per essere più felici in ufficio – Clique aqui para aceder

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10 modi per essere più felici in ufficio

Come e quanto si riesce a essere felici al giorno d’oggi? Come si può costruire la propria felicità se si è

chiusi in ufficio dalle otto alle otto? Francesca Zampone, business coach e fondatrice con Marco Bonora

dell’Accademia della Felicità – società di coaching e formazione – risponde alle nostre domanda. Qui di

seguito trovate le 10 chiavi per riuscire a essere felici sul lavoro. E voi cosa ne pensate? Quali sono le chiavi per essere felici nel vostro lavoro?

  1. Fare qualcosa per gli altri

Aiutare i colleghi non è solo un bene per loro, ma è un bene anche per noi: ci fa stare bene e ci permette di

aggiungere il nostro mattone per la costruzione di un ambiente aziendale più felice. Ci sono molte altre cose

che possiamo dare: il nostro tempo, le nostre idee, i nostri consigli, il nostro entusiasmo.

  1. Connettersi con le persone

Le relazioni che abbiamo con i colleghi e i capi sono l’elemento più importante per la nostra felicità in

azienda. Le nostre relazioni con i colleghi di lavoro, ci danno un senso di appartenenza. Dedica più tempo

alle persone che per te contano in azienda.

 

  1. Prendersi cura del proprio corpo

Non serve per forza correre una maratona, ma ci sono delle piccole cose che possiamo fare ogni giorno per

essere più attivi e in salute: scendi dall’autobus una fermata prima, fai le scale e ogni tre ore distogliti dal

computer e fai una pausa mangiando cibi sani.

  1. Osservare il mondo intorno a noi

Nella tua routine lavorativa quotidiana ti è mai capitato di pensare che ci deve essere qualcosa di più nella

vita? Ebbene è proprio così. Dobbiamo solo fermarci un attimo per potercene accorgere. Nota e apprezza

ogni giorno le cose belle che ci sono attorno a te, grandi o piccole che siano (gli alberi andando al lavoro, il

sorriso del collega quando arrivi, il profumo del caffè, la fiducia in te che dimostra il tuo capo…).

  1. Continuare a imparare cose nuove

Questa è la chiave per stare bene: ci fa entrare in contatto con nuove idee e ci aiuta a rimanere curiosi ed

entusiasti. Ci dà anche un senso di realizzazione e di successo aiutandoci a incrementare la fiducia in noi

stessi. Prova a fare una cosa nuova, anche piccola: una nuova applicazione per il tuo telefono, una nuova

funzione su Excel…

  1. Avere degli obiettivi a cui tendere

È fondamentale per essere motivati, ma attenzione: devono essere abbastanza eccitanti da spingerci a

raggiungerli, ma anche raggiungibili. Pensa a qualcosa che vuoi raggiungere nel tuo lavoro entro l’anno e fai

almeno 4 cose (una alla settimana) per raggiungerla (fai quella telefonata, compila quel documento, iscriviti

a quel corso per acquisire quella competenza).

  1. Trovare nuovi modi per affrontare le difficoltà

È comune sperimentare momenti di stress o di fallimento nelle nostre carriere lavorative. Spesso non

possiamo scegliere ciò che ci succede, ma possiamo scegliere come reagire a ciò che succede e scoprire nuovi modi per stare in equilibrio.

  1. Avere un approccio positivo

È importante che, pur rimanendo realistici riguardo ai vari problemi, ci alleniamo a focalizzarci sulle cose

belle di ogni situazione. Cerca di sorridere e di dire qualcosa di positivo ogni volta che entri in ufficio.

  1. Stare bene con noi stessi

Continuare a pensare ai nostri difetti non fa altro che renderci la vita più difficile. Imparare ad accettarci e

ad essere meno severi con noi stessi quando le cose non vanno come avremmo voluto, aumenta il nostro

benessere. Guarda ai tuoi errori come a delle opportunità di crescita e celebra i tuoi successi, anche se

piccoli.

  1. Rendersi conto di far parte di qualcosa di più grande

Le persone che hanno dato un senso al proprio lavoro sono meno stressate o depresse. Ma come si fa? La

risposta può variare da soggetto a soggetto, ma si tratta sempre di essere coinvolti in qualcosa di più

grande, che va oltre noi stessi. Il significato può arrivare dal sentire che si sta facendo un lavoro che ha una

missione, che fa la differenza.

 

Forum de Outubro: La felicità – Clique aqui para aceder

La Felicità

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In base ai criteri stabiliti dalla Nazioni Unite questi paesi risultano essere i più felici del mondo: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ecco-quali-sono-i-paesi-pi-felici-mondo-1376935.html

Ecco invece come hanno definito la felicità alcuni personaggi celebri:

“Il quaranta per cento della felicità dipende dai geni”

Luis Rojas Marcos, psichiatra spagnolo

 

La felicità è un sentimento fundamentalmente negativo: l’assenza di dolore”

Gregorio Marañón, medico spagnolo

 

“La felicità umana generalmente non si raggiunge con grandi colpi di fortuna, che possono accadere raramente, ma con piccole cose che accadono tutti i giorni”

Benjamin Franklin, scienziato statunitense

 

“La felicità è interna, non esterna; pertanto, non depende da ciò che abbiamo, ma da ciò che siamo”

Henry Van Dyke, scrittore statunitense

 

“Un uomo può essere felice con qualsiasi donna che non ama”

Oscar Wilde, scrittore irlandese

 

“Felicità non è fare ciò che uno vuole ma volere ciò che uno fa”

Jean Paul Sartre, filosofo e scrittore francese

 

Con quale ti identifichi di più? Con quale non ti identifichi assolutamente? Che cos’è per te la felicità?

Barbara

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Forum de Setembro: Gli italiani e il linguaggio dei gesti – Clique aqui para aceder

Gli italiani e il linguaggio dei gesti

 

Gli italiani sono famosi per il loro linguaggio dei gesti che sono come una sottolingua da conoscere e interpretare a seconda del contesto in cui viene usata. Un paesaggio ricco ma comprensibile a tutti gli italiani a prescindere dalla regione, provincia, dialetto di provenienza. Insomma qualcosa che ci accomuna da Nord a Sud!!

In questo simpatico video ne potete vedere alcuni… con i rispettivi sottotitoli!!

Li conoscevate? E nel vostro paese si usa gesticolare per accompagnare frasi e parole?

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Bom trabalho e um bom Fórum para todos!

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